Incisioni - Luisa Porporato

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Incisioni

La tecnica

E’ l’arte di tracciare su di una lastra di rame o di zinco, mediante scavo, un determinato disegno. I procedimenti stilistici sono diversi. Una volta incisa la lastra sarà poi riprodotta sul foglio mediante un processo di stampa con torchio a mano. L’incisore è il creatore del soggetto rappresentato, il suo mezzo d’espressione è il segno o tratto puro. L’artista può scavare direttamente la lastra con punte metalliche o col bulino come avviene nella PUNTASECCA, il cui risultato è più immediato, vibrante e vellutato. Oppure l’incisione avviene indirettamente su di una superficie preparata con uno strato di cera per mezzo dell’azione chimica di un mordente: l’acido nitrico che inciderà i solchi e si avrà l’ACQUAFORTE.

La nascita dell’incisione

L’incisione a bulino nasce nel XV secolo nei centri di oreficeria di Firenze. Vanta artisti come Mantegna e Pollaiolo in Italia; in Germania Dürer la porterà al massimo splendore. Nel 1600 lo seguirà Rubens. Nel XVII secolo il genio dell’incisione è Rembrandt che si avvale di tutti i tipi di tecniche incisorie. In Inghilterra nel XVIII secolo l’incisione è al servizio di grandi ritrattisti come Hogarth. Nel secolo successivo in Italia, con centro a Venezia, tre sono i geni di quest’arte: Tiepolo, Canaletto e Piranesi. Ci sarà poi il Surrealismo di Goya e nel XIX secolo si accosteranno all’acquaforte numerosi pittori: Corot, Pissarro, Ensor, Turner, Fontanesi. Le firme del XX secolo saranno: Picasso, Nolde, Klee, Morandi. L’incisione ha quindi origini lontane, esponenti illustri ed è oggi nuovamente un mezzo espressivo di estrema attualità poiché permette a più persone di avvicinarsi a quel disegno “padre” di tutte le arti come già scrisse nel Cinquecento il grande Vasari, critico d’arte "ante litteram".

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